mindfields


04/02_25/02/2011 presso Bip Computer Udine

La domanda di base è: come interagisce il nostro subconscio con la macchina? Da strumento di lavoro a protesi estesa del nostro io, una “nuova carne” con l’illusione di un’identità. Le video-pitture sono affidate al linguaggio dei bit.

Le opere (patch) sono basate su Quartz composer, un linguaggio di programmazione visuale incluso nel sistema operativo Mac OSX; nascono quindi da conoscenza tecnologica, ci attirano in un loop psicadelico che invita alla riflessione introspettiva.
Le forme semplici, quasi ingenue, ci accolgono conosciute, i colori ad alto contrasto ci attirano in un contatto che è anche estraniamento.

Tutti possono entrare in collegamento, basta offrirsi all’ipnotismo, abbandonarsi in un avvicinamento all’ignoto che, dalla notte dei tempi, caratterizza gli umani.

Persino quelli mutanti.

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